Pere Ubu @ Summercase 06 (foto Andrea Rosset)
Pere Ubu + Gagarin
8 Ottobre 2006, S. Vito di Leguzzano, Vicenza
Centro Stabile di Cultura

I Pere Ubu ci sono, ci sono sempre stati. Dopo alcuni anni di assenza e qualche incursione sporadica con i Two Pale Boys, David Thomas e la sua ciurma sbarcano in Europa per una tournee intensa con un’unica data in Italia. Gli aspettano in molti per assaggiare dal vivo l’ultima loro uscita, Why I hate women (Glitterhouse/Venus) ma anche per riascoltare brani di una carriera tanto lunga e intensa.
A iniziare la serata ci pensa Gagarin. Il loro fonico produce e distorce le onde dei sintetizzatori e del theremin, quasi in un intro elettro-acustico avvolge l’attesa del pubblico fino alla scesa in campo dei Pere Ubu. Al centro del palco compare David Thomas, elegantemente ingombrante attira su di se l’attenzione. Si scalda la voce con Slow Walking Daddy del penultimo “St Arkansas” e gli altri lo seguono: il chitarrista Keit Moliné , entrato ufficialmente dopo l’esperienza nei Two Pale Boys, mantiene le redini insieme alla bassista Michele Temple e al più giovane batterista Steve Mehlman che marca le parti più accese del concerto. Chi invece cerca di “sabotare” la trama è Robert Wheeler che con i suoi sintetizzatori vintage arricchisce di sfumature i pezzi come già ci aveva suggerito nella registrazione. I brani dell’ultimo lavoro si susseguono a ritmo serrato; David Thomas si siede, fuma e sorseggia del vino da un fiaschetto ma soprattutto canta i brani più energici, Caroleen, Babylonian Warehouses, Flames over Nebraska, alternate alle ballate più malinconiche e rarefatte Love song e Blue Velvet, ma anche a brani dei precedenti lavori. Da Folly of Youth e Electricity di “Ray gun suitcase” del 1995, a Woolie Bullie e Sad.Txt di “Pennsylvania” e quando si va veramente indietro è per la monumentale Modern Dance che diede l’inizio alle danze.
I Pere Ubu non deludono le attese e anche se in alcuni punti ci sono dei dilungamenti e qualche sbavatura, ci pensa David Thomas a rimettere tutti in riga. C’è qualcosa di onesto, spontaneo nel vederli ancora sul palco, anche avendo cambiato formazione, davanti a pubblico di più generazioni. Qualcosa che è difficile spiegare ma che si sente poco, purtroppo, ascoltando altri gruppi più in voga e curati. Concluso il concerto David Thomas improvvisa un banchetto sul palco vendendo i cd, domani saranno già in Svizzera e chissà se dopo queste date scompariranno per un po’. A noi non resta che auguragli, brindando, lunga vita!
Claudio Rocco